Il nome scelto per questa antologia online vuol denotare una precisa
linea editoriale: Feaci Poesia è uno spazio ampio e ospitale.
Ampio, in quanto i potenti mezzi ci esonerano dal dover contare
le pagine e valutare la grammatura delle plaquettes; ospitale, perché
aperto a ogni esperienza di scrittura poetica. L'isola dei Feaci,
infatti, è il luogo favoloso del racconto, della poesia;
ma è anche il luogo dell'ospitalità per eccellenza.
Ci auguriamo, allora, che i poeti non si facciano scrupolo di rovesciare
i loro capaci cassetti in questo spazio-laboratorio, dove intendiamo
accogliere non solo brevi sillogi e isolati frammenti di opere poetiche
edite e inedite, ma anche - e preferibilmente - intere raccolte
di versi; nonché poemi in versi, poemi in prosa, poemi tout
court (ce ne fossero!), prose poetiche, prose liriche, liriche prosiformi
eccetera. La lira non ci dispiace, comunque, ma ogni altro strumento
va bene. Purché la musica sia buona.
La
parola laboratorio riassume bene le intenzioni programmatiche. Questo
sito vorrebbe essere un laboratorio, non una vetrina. In un laboratorio
è normale che i lavori siano in corso, e nessuno si scandalizza
di trovarvi qualche scarto di lavorazione, o del materiale grezzo.
C'è sempre tempo per finire l'opera, se l'opera è da
finire - o da rifinire. Nessuno ci vieta di lavorare di lima, di raspa
e di cesoia, magari in attesa di veder pubblicato da un coraggioso
editore uno smilzo libretto che accoglierà il distillato dei
nostri sforzi; ma intanto che il lavoro procede, perché non
sfruttare i vantaggi offerti dalla pubblicazione nel web? Gli e-book
autoprodotti, oltre a costare incalcolabilmente meno rispetto ai libri
cartacei, consentono agli autori il lusso, un tempo inimmaginabile,
di poter revisionare il proprio lavoro e di riproporlo anche più
volte in successive versioni; ed è proprio a chi vuole concedersi
questo lusso che elettivamente ci rivolgiamo: a chi, senza dover attendere
un'intera vita, non disdegna di incontrare dei veri lettori. E' facile,
per inciso, prevedere che i lettori non saranno numerosissimi, ma
certamente costituiranno un pubblico selezionato e attento: la stessa
impresa di leggere delle cospicue raccolte di versi provvederà
a selezionarlo.
Il
rischio (lo sappiamo bene) è che l'opus perpetuum, mai definitivo,
il viaggio mai concluso, conduca alla dispersione, allo sperdimento,
alla dissipazione; ma questi sono i lidi oggi praticabili, o quelli
da noi frequentati: luoghi in cui difficilmente ci si imbatte in qualcuno
che abbia concluso con soddisfazione un suo viaggio.
Sappiamo anche che la nostra isola è una delle tante di un
vario e sterminato arcipelago, ma questo non può farci che
piacere. La velocità delle navi, l'immediata raggiungibilità,
nel web, di ogni sito da ogni sito, dovrebbe favorire gli scambi,
creare una maggiore vicinanza tra i cultori della poesia, più
che riproporre vecchie e altezzose consorterie letterarie. Ci auguriamo,
perciò, che il racconto rimbalzi da un'isola all'altra e si
propaghi come il vento.
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