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DI CARTA NAVIGANDO
IN MARGINE |
Albedo,
rubedo: parole che designano due fasi di quell’opera
alchemica che può magicamente trasformare la materia in oro.
Il tema è la trasformazione, dunque, in questo poemetto così
criptico e semplice al tempo stesso. L’opera si apre con un risveglio: è il risveglio dell’anima che vive dentro ad ogni uomo, del femminile che dimora in ogni creatura di genere maschile. Come Jung ci spiega, viene il momento, nell’adolescenza, o nella giovinezza, o in momenti critici dell’età matura, in cui questa anima si rivela, e non sempre in sembiante gradevole e rassicurante. A volte l’anima prorompe in maschere, demoni, miraggi, si rivela come una forza più distruttiva che costruttiva. In molte delle immagini che trascorrono nel poemetto con sorprendente fluidità sembra di poter cogliere le innumerevoli pose in cui il femminile tenta, seduce, ferisce, pietrifica, appaga-respinge, abbraccia-divide, turbando ogni equilibrio prima sperimentato. E’ temibile e magnifico, essere di nuovo presi e rinnovati dall’eros. Di fronte al maestoso fluire del femminile, il Maschile è “foglia caduta dal ramo scosso”, scrive Paiano. Dopo
il risveglio dell’anima, nell’opera al rosso
(rubedo), ogni cosa viene purificata e brucia nel crogiolo
che trasforma e rinnova: si sfaldano e si ricreano rinnovati stereotipi,
pose, "asana"… Si può cantare insieme, animus e anima pacificati, se si è attraversato il fuoco, se si è acquisita la consapevolezza del pulsare della vita che può serenamente trascorre tra tutto e nulla, tra forma e vuoto – un vuoto che è presenza e assenza: tutte queste contraddizioni si risolvono nel mysterium coniunctionis. Nella fase ultima dell'opera (alchemica, linguistica, esistenziale) ecco infine il prezioso bene cercato: l'oro, perché d'oro è il silenzio, sereno e condiviso. Annalisa Busato
E i Feaci l'accolgano,
che quasi Il nome scelto per questa antologia online vuol denotare una precisa linea editoriale: Feaci Poesia è uno spazio ampio e ospitale. Ampio, in quanto i potenti mezzi ci esonerano dal dover contare le pagine e valutare la grammatura delle plaquettes; ospitale, perché aperto a ogni esperienza di scrittura poetica. L'isola dei Feaci, infatti, è il luogo favoloso del racconto, della poesia; ma è anche il luogo dell'ospitalità per eccellenza.
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scelti da Giovanni Monasteri, Anna Setari, Zena Roncada, Annalisa Busato Progetto grafico del sito By Rea M - ultimo aggiornamento 11 giugno 2010 |
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