Due o tre
cose che so di lei
Mi rincuora
la tua risata furballegra
di chi vuol fare spallucce al mondo
senza pagare pegno
Allo specchio
ti sparecchi l’anima
e con la gonna
ti cancelli le nubi dalla fronte,
chè per te oblio non è dimenticare
- con che perizia impili foto e parole
in scatole rotonde perché il futuro lieviti –
ma vivere il momento
sorso a sorso come un bicchier di vino.
E nelle
sere ventose
i tuoi versi
sono asciutti e tersi,
come il bucato che hai raccolto,
ruvido di sole
ora che non ci sono più
i – pioppi – di – fronte – la – tua –
casa.
Poesia
Ed esci
Mia parola lacera e senza voce
Onda alta che monta
Da antiche acque
E muta s’infrange sulle labbra
Amaro lasciando
Un gusto di risacca
Oh, saper forgiare
Parole incandescenti
A mani nude
Sera
2
Fredda notte
In gioco d’equilibrio
Su lame di ghiaccio
La luna accende
Fili di luce tra le fronde
E lastrica il selciato della via
Puntuali rintoccano
Passi sconosciuti
E ci rincuora il fischio
Della ragazza in bicicletta
Crepitio di stelle
Per il dì che muore
E lento trascolora
Il ronzio dell’esile giorno
Nel cosmico silenzio dei pianeti
Gennaio
Vado
Con passo che
Non incrina il ghiaccio
Sotto i tuoi cieli
Sinceri al mattino
Dallo spolverio rosa
Augurano
La pienezza del giorno
Menzogneri la sera
Nel luccichio
D’oro finto
Ogni notte la luna
Mi presta il suo volto
Sverna il cuore
Dentro la scorza bianca
Della betulla
Alba
Livida luce all’alba
Ad occhi insonni
Occulta il nulla
Baluginando consueti scenari
Sagome capovolte sulla retina
Che s’inabissano
A un chiudersi di palpebre
Natale
Trascorsa
è la festa
Con neve occasionale
Sulle cartoline e
Luccichio di plastica
Nel cuore
Escono parole di lustrini
Ma quelle amare restano riposte
Non vi
son stelle stanotte
A intingervi la penna
E la pagina
Sta
Accecante di ostinato biancore
Sera
1
Rimbalza il sole
Ombre incandescenti
Sul fondale del tramonto
In quell’incendio
brucia
Il consueto giorno
La sua occasione sprecata
Palpitano i vetri
Di accorate parole
Mentre all’uscio impazienti
Incalzano i sogni
Dolce la luce
Scivola al bivio della sera
Esile crinale
In cui si sa
Vedere l’invisibile
Prima che l’onda
Senza schiuma
Della notte
Cancelli le impronte
E un assordante silenzio
Ammutolisca l’inutile vocio
Adolescenza
Sfanno le rose bianche
Nel cortile del liceo
Alle ultime piogge di maggio
Presaghe di stagioni
Tempestose a venire
Plumbei anni di
prima giovinezza
Dentro vi batte un cuore di cristallo
Vi scorre un fiume torbido e tortuoso
Semi sepolto sotto la neve
Dura la terra da bucare
A veder la luce
Nell’arido
arco del vostro tempo
Prese forma il miraggio
Ed ora che si è compiuto e rivelato
Vorrei levarvi i sassi dalle tasche
E darvi ali leggere come sogni
Gioco
in rima
Mai s’assise
alla mia porta la fortuna
E sola rimasi a contemplar la luna
Non per oro o diamanti
fu il mio sospiro
Ma per carpir di stelle l’ampio giro
Impari fu la lotta
con l’arcano
Ma sempre vinsi amor di ciò che è vano
Inutilmente sfidai
l’eterno
Ma sopravvissi al gelo dell’inverno
Ed ora che della
vita conosco l’alchimia
Tra mille e più ritrovo la mia via
E sempre mi sarà
da messaggera
La prima vera stella della sera
Amiche
Eccitamento da grandi
eventi
Stasera in cielo
Troppe
Le stelle escono a frotte
S’accalcano, si spingono,
Fanno la ruota,
Suadenti esibiscono
Insoliti bagliori
Ma nessuna ancora
M’indica la via
Inquietudine
Inutilmente
Rincorro pienezze
Sul filo terso del vento
Si impigliano le dita
In nuvole disfatte
Insegue lo sguardo
Il perfetto volo degli uccelli
Sera
3
Altrove
Rimanda
Il canto dei grilli
Sulle pietre fumanti della notte
A dissipare
L’unica giovinezza
Falcidie di stelle e di chimere
Inferi
Spesso
inseguendo
Un vento assetato di spazio
Mi son trovata
Sull’orlo dell’abisso
E risalire è stato ridiscendere
Pietrosa
terra
Mi son scavata dentro
Per ritrovare il nocciolo
Dolente
Vento
Stasera
Rabbioso vento
Mi fruga dentro
Snida parole come nugoli di foglie
Polverosi resti di stagioni trascorse
Accumula pensieri
Nubi minacciose
D’imminente tempesta
Mi entra violento
A spalancar le imposte
Di stanze sigillate
Accartoccia il tempo
In forma di spirale
Su onde increspate
Non so tener la rotta
Etty
H.
Ti penso
nella bruma estiva
specchiarti nell’acqua ferma dei canali
mentre affabuli l’orrore
Non ha fondo il
tuo sguardo
né palpebra per non vedere
angelo ostinato
con le vesciche ai piedi
E’ polvere
sulle tue ali
il dolore del mondo
il perdono è sigillo
sulle tue labbra
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