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2. Eppure non ne parla mai nessuno nei telegiornali, e a me viene spontaneo sempre domandarmi se in India o nel Centrafrica si crepi poi realmente per gli stenti o solo per un raffreddore e che non stiano quelli invece bene, come sulla costa romagnola o nei locali sardi, come la bella gente con i sandali griffati o con gli yacht da ottanta metri, perché altrimenti se qualcuno stesse male lo direbbero senz’altro non parlerebbero del tempo, o delle mode dell’estate, cosa si beve o cosa fare verso sera. Perché se no non lo farebbero: e se un metalmeccanico italiano non arrivasse a fine mese, fosse costretto a far la fila in Caritas per far mangiare la famiglia tutti i giorni in tv ne parlerebbero, perché anche questi avranno certo una coscienza, un senso d’oppressione che li annienta giunti a casa, chiusi nella propria stanza.
3. Devo prendere gli antipsicotici, è quello che ha detto Nazzoli alla clinica. I motivi già li conoscete: ho reazioni scomposte ed attacchi di panico. Alle volte mi pare qualcuno mi fissi sull'autobus, è a quel punto che cerco di sfondare il vetro scappando per strada. Fingo d'essere un terrorista due volte ogni anno, minaccio l'autista con il tagliaunghie, gli dico di portarmi in Piazza dei Servi: lui ormai mi ha presente (è lo stesso da anni) in fretta mi lascia nel luogo richiesto, chiede scusa alla gente sul mezzo e riparte. Ridendo.
4. Perché volendo pure Modena è lontana e allora uno si chiede: - Quanto tempo ? Un anno. E un anno è poco ma anche tanto, se a casa sta una moglie a letto con le doglie con la testa della bimba dietro al corpo col cordone cinto attorno al capo ed urla “padre, padre” e il padre sta a combattere la guerra ad ammazzare i figli di quegli altri a compiere gli stupri, in modo la sua razza sia difesa e sia immortale: e salva sia la sua famiglia.
5. dimmelo mamma: che sono bellissima, come le ballerine alla televisione, anche se in classe mi chiamano scimmia e mi gettano in faccia le arachidi. ma tu dimmelo. dimmi che io sono intelligentissima.meglio dei miei professori che mi urlano “scema perché non capisci che è così semplice: è ovvio !” che mi hanno affidato a una tizia che insegna le cose più semplici. ed io te ne prego tu dimmelo: dimmelo mamma, ti prego. e smetti di piangere. basta.
6. In televisione rivedo Pier Carlo, cuoce una bernese di sgombro. Quello che presenta domanda: “anche i grandi poeti mangiavano il pesce sovente ?” Ed ecco che lui gli risponde. E sorride. Pier Carlo a vent’anni se lo contendevano tutti, era la grande promessa, il nuovo Leopardi. Montale perfino voleva cenasse con lui ogni volta possibile, lo chiamasse “nonno”: lo amava come fosse un figlio… Ma un giorno una tv privata gli chiese di partecipare a un dibattito: e lui era bello, spigliato, ci sapeva fare, “è perfetto” dicevano “sa proprio bucare lo schermo”. Di comparsate Pier Carlo ne ha fatte 240 a quest’oggi: scalato montagne, visitato malghe, accudito delfini, camminato sui carboni ardenti, inviato ai mondiali di rutti. Esce un suo libro ogni anno, ma li scrive Sandro, ragazzo di Sondrio pagato profumatamente per tacere, lavorare. basta. A volte Pier Carlo mi chiama la notte, dice che ancora una volta Montale gli è apparso in sogno ai piedi del letto e lo ha preso a schiaffi. Risponde mia moglie, gli dice che sono a Milano, o Varese per qualche convegno, che è solo un fattore nervoso, di prendere un bel latte caldo e rimettersi a letto. 7. Quando pioverà domani i campi potranno respirare. Domani sarà tutto concluso, anche questo periodo di crisi. Domani allungato lo sguardo anche noi un poco potremo sperare.
8. Elaborare il lutto,
dirsi: non pensare [...] ed anche oggi che
son passati anni O anche al cinema,
tra le reclames di inizio proiezione: (come sempre) sfogli il giornale e mediti i tuoi fatti, i tuoi progetti.
9. Eppure m'ero ripromesso o a Glasgow. E invece
stai lì, sotto terra,
10. Giro ancora i negozi “Tu che te
ne intendi, cosa mi consigli di leggere? E io divento quella
che fa i morti. Dal nulla.
11. quando sei qui con
me
12. Solo oggi mi accosto
ad un lutto È occasione
un scansare la polvere destinare i tuoi
scritti a un catalogo come me in questo stanzotto freddo.
13. [Porta portese] 24enne poeta. Davvero
dotato,
14. Ti parlai di Apocalisse
nell’ultima mia lettera, In effetti non è
che pensi a molto ultimamente
15. Bruciare le carte
miserabili, Un libro delle foto
coi potenti,
16. Alla fine l’inquadratura
non l’ho avuta, Ho deluso tutti
in questo modo Ma almeno un po’ bucarlo.
17. È quando
i portici si fanno più vicini
18. Ode al Lexotan. Forse li avremmo
avuti per più tempo Vedi, pure il mio
testo in questo modo si modifica,
[NdA. 2, da l’Ulisse n. 5/6; 6, 8-13 da Atelier n. 35; 1, 3 da Atelier n. 35 modif. Ulisse n. 5/6; 5 da Tratti n. 68 modif. Ulisse n. 5/6; 7 da Yale Italian Poetry V-VI modif. Ulisse n. 5/6; 14-16, 18 da Nuovi Argomenti n. 32; 17 da Private n. 32]
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